Settantamidatanto

Qualcuno ci sta chiedendo (per il 2015, settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo) lo spettacolo di
burattini UNA STORIA D'IMELDA, che è il nostro contributo non solo al mantenimento e alla difesa della memoria
Resistente,'alla maniera dei burattini', ma anche di rimettere al centro della riflessioni le ragioni che consentirono in Italia l'avvento del Fascismo, la sua sconfitta ma anche la sua non estinzione.

La storia dell'Italia 'quasi' democratica e repubblicana è storia minata dalla permanenza dei fascisti già all'indomani del 25 aprile '45.
I fatti di oggi sono i fascisti in piazza fin dentro ai talk-show, non più solo sdoganati come negli anni '90, ma ascoltati come 'opinione differente'. Le azioni violente di stampo nazifascista contro le umanità varie per pensiero, colore della pelle, stato sociale riempiono le pagine di cronaca.
Anche la revanche di certa destra diffusa ovunque, fin dentro le relazioni personali, come potere e come pensiero che riduce conquiste e diritti, rimette in campo la necessità di rilanciare i principi su cui la nostra convivenza e sviluppo dovrebbero fondarsi, come scritto nella Carta Costituzionale.

Nella canzone 'il vecchio e il bambino' di Francesco Guccini la storia parla ai giovanissimi non solo ricordando, ma facendo immaginare che il mondo può essere diverso; la canzone si conclude con 'mi piaccion le fiabe, raccontane altre'
La Resistenza non fu una fiaba, ma è storia che continua.
Ma sul valore formativo della fiaba e sull'importanza del raccontare si sono spesi fiumi di parole.
E' indubbio che se vogliamo non perdere memoria e costruire a partire da principi irrinunciabili, democrazia ed antifascismo, e coltivare la Storia come terreno di crescita civile dobbiamo ripartire dai giovanissimi che a scuola per motivi di programma alcune questioni formative le affrontano in terza media.

SETTANTA MI DA TANTO è proprio l'idea che, all'alba di questo anniversario tondo, molti dei temi e delle speranze frutto della lotta partigiana sono ancora lì da realizzare, e si sentono discorsi che mai più avremmo immaginato di sentire.
Un settantesimo della Liberazione che prima ancora che festeggiato, oggi, va ricordato e difeso. I nostri sono solo burattini, e non risolvono nulla, ma possono essere uno scalino di tanti da cui risalire.

E' uno spettacolo che parla ai grandi, ma sopratutto ai piccoli, ai grandi di domani, oggi esposti a queste immagini e messaggi di deriva. Quella Storia mai conclusa raccontata dai burattini è anche un libretto (Una Storia d'Imelda – Istruzioni per l'uso) che accompagna lo spettacolo.
Libretto composto da glossario e datario con cui poter ampliare la riflessione su quanto in scena è stato raccontato in sintesi.

Elis Ferracini
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